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FUOCHI PIRICI
Utilizzo
Sono quasi un
centinaio le manifestazioni pirotecniche estive nei cieli veronesi.
Per le amministrazioni comunali rappresentano un vero investimento,
una sorta di calamita attira turisti per le notti di mezza estate.
Storia
Arte antichissima
con oltre mille anni di storia. In questo campo gli italiani sono i
più evoluti d’Europa. Già alla fine del 1600 le tecniche di
confezionamento e sperimentazione erano di ottimo livello. Dai
documenti storici pare che a Verona il primo spettacolo risalga al
1655 avvenuto sul sagrato della Basilica di San Zeno.
Aziende
La provincia
veneta a maggior vocazione pirotecnica è quella di Rovigo. Qui hanno
sede le ditte che allestiscono gli spettacoli veronesi. Sono aziende
specializzate con tradizioni secolari alle spalle. I loro tecnici sono
perfetti conoscitori del materiale trattato e devono possedere
un’apposita abilitazione rilasciata dalla Prefettura. Le ditte sono
tenute ad osservare appositi adempimenti normativi. La Parente
Fireworks di Melara di Rovigo ha il più grande impianto produttivo
d’Italia.
Sistemi di lancio
I sistemi di
lancio sono telecomandati oppure esistono sistemi elettronici
radiocomandati e computerizzati , in grado di combinare le esplosioni
in sequenza e nella massima sicurezza.
Tipi
Possono essere
aerei, acquatici o fissi.
Quelli a terra sono effetti di luce, colore e suoni. Il
diametro non supera i dodici metri e si levano ad un’altezza massima
di 20. Un esempio è usato a Verona per circondare l’Arena a Capodanno.
Quelli aerei vengono lanciati da un mortaio, hanno una
carica propulsiva maggiore e possono raggiungere una quota di 250
metri. Un esempio lo troviamo a Pescantina nella notte di S. Lorenzo,
usati a profusione, anche se non solo di questo tipo.
Quelli d’acqua necessitano di piccole chiatte ancorate. Un
esempio sono quelli di Desenzano sul Garda.
Confezionamento
Consta di una
decina di fasi tra miscelazione, combinazione del colore, essiccazione
e confezionamento finale con la polvere nera. Il materiale usato è
senza ricaduta, per evitare spiacevoli incidenti a cose e persone.
Figure
Palme, proiezioni
di stelle contornate da cerchi, doppi cuori, pianeti, pesci, cerchi
olimpici, tripli cerchi, effetti di pioggia a salice piangente,
farfalle, serpentoni, comete, intrecci, aperture a crisantemo,
fontane, bandiere, ecc.
Il tutto è
accompagnato da colpi di varia intensità, a volte sapientemente
ritmati e dagli immancabili fischi. Recentemente si stanno diffondendo
i fuochi piromusicali accompagnati dalla musica e poco o per niente
rumorosi.
Effetti speciali
La necessità di
presentare sempre delle novità negli spettacoli pirotecnici ha portato
ad includere degli effetti speciali al fine di realizzare spettacoli
multimediali. Si tratta di: lanciafiamme, laser e luci, proiezioni di
immagini, fontane d’acqua, musica. Le moderne tecnologie consentono di
sincronizzare ogni effetto pirotecnico agli altri componenti
multimediali.
Costi
Uno spettacolo
pirotecnico medio per una sagra paesana va dai 10 ai 15 mila euro.
Alcuni comuni gardesani per la festa dell’ospite arrivano a spendere
anche 25 mila euro (Desenzano, Peschiera, Lazise, Garda, Brenzone,
Riva). Uno show medio dura circa 15 minuti con circa 700 colpi
sparati. Gli appuntamenti più importanti
arrivano anche a 40 minuti di botti incessanti ed ogni anno viene
presentata qualche novità.
Colori
Una magia che
dipende dalla polvere pirica, un composto di polvere nera a base di
sali clorati con l’aggiunta di differenti sali metallici (magnesio,
ioduro, potassio, ecc.) necessari per i vari colori.
E’ anche la
temperatura di combustione della polvere a influire sui colori.. Più è
alta e più le tonalità variano tra il rosso e l’arancio, più è bassa e
più si produrranno colori blu e verdi.
Tecnica di sparo
Per lanciarli
fino ad una quota media di cento metri sono necessari dei cilindri per
lo più in vetroresina o materiali che non propaghino schegge. Nei tubi
vengono inseriti i botti, lasciando fuori solo le micce, di lunghezza
variabile, collegate ad una centralina elettronica che consente la
gestione a distanza.
Nei mortai sono
alloggiati più congegni. Una prima carica farà salire il botto, mentre
lunghezze di miccia differenti garantiranno l’esplosione successiva di
tutti i singoli colpi contenuti. Le classiche “bombe” assomigliano
invece a delle cipolle.
Nella parte
inferiore delle sfere è collocata la carica esplodente che ne consente
il lancio. A questa è collegata una miccia che una volta innescata
raggiunge le pareti interne composte da grosse perle scure che
incendiandosi danno le magiche luci di stelle che ammiriamo.
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