ORVIETO e i suoi gioielli

01. ORVIETO
La città di Orvieto appare al visitatore elevarsi su una massiccia rupe di tufo, le cui scoscese pareti sembrano cingerla come una fortezza sulla pianeggiante vallata del fiume Paglia, affluente del Tevere.
I palazzi e le abitazioni sono tutte distribuite nella zona centrale del masso tufaceo, perché fu sempre proibito costruire lungo il ciglio. Per la sua singolare posizione, la città non fu mai circondata da mura di difesa.
02. Il centro storico
Il nucleo cittadino è caratterizzato da un fitto incrociarsi di strade strette, di vicoli e piazzette fiancheggiate da case per lo più basse. L'area centrale sulla sommità della rupe fu anche il luogo occupato dalla popolazione etrusca prima e romana poi.
03. Piazza della Repubblica - Palazzo Comunale
Era probabilmente l'antico Foro dove convergevano gli assi viari corrispondenti al Cardo (nord - sud) e al Decumano (est - ovest), quasi sicuramente le attuali vie: Corso Cavour e via della Cava. Da segnalare in questa piazza il Palazzo Comunale del 1573 dell'architetto Ippolito Scalza sorto su un precedente edificio medioevale.
04. Torre del Moro
Inoltrandosi per Corso Cavour si incontrano numerosi palazzi antichi fra cui il "Palazzo dei Sette", la Torre del Moro alta 42 metri e il Teatro Comunale del 1844 dedicato a Mancinelli, insigne musicista orvietano.
05. IL DUOMO
E' il più importante monumento della città. L'inizio della sua costruzione risale al 1290, sul luogo dove sorgevano altre due chiese: S. Costanzo e S. Maria Prisca. La maestosa basilica venne innalzata per onorare e ricordare degnamente il Miracolo di Bolsena.
La costruzione del Duomo si protrasse per oltre tre secoli e vide succedersi vari architetti. Iniziò Arnolfo di Cambio, che lo ideò con una sola cuspide. Gli succedette Giovanni Uguccione che aggiunse elementi in stile gotico. Ai primi del 1300 i lavori passarono all'architetto scultore Lorenzo Maitani, che dovette affrontare anche problemi alla stabilità dell'edificio. Egli rafforzò la struttura mediante contrafforti e concepì la facciata come un grande e splendido trittico, uno degli esempi più belli del gotico italiano. Altri artisti proseguirono l'opera intervenendo all'interno e alla tribuna. Nel Rinascimento ci furono alcune trasformazioni ad opera di Federighi, Sammicheli e Sangallo il Giovane.
06. Il Corporale del miracolo di Bolsena
Si tramanda che nel 1263 un prete boemo, Pietro da Praga, dubbioso della presenza del Corpo di Cristo nell'Ostia consacrata, mentre celebrava la Messa nella chiesa di S. Cristina a Bolsena, vide scendere dall'Ostia alcune gocce di sangue che andarono a bagnare il Corporale. Tale stoffa di lino per volere di papa Urbano IV, che si trovava allora ad Orvieto, venne trasportato in città. Da allora (1264) lo stesso papa istituì la festa del Corpus Domini.
07. I bassorilievi - 3° pilastro
La splendida facciata è arricchita da bassorilievi che ricoprono interamente la parte inferiore dei quattro pilastri che dividono lo spazio frontale. Realizzati da diversi artisti dell'epoca, furono progettati probabilmente dal Maitani. Raffigurano:
1° pilastro: scene dal Vecchio Testamento e origini del mondo;
2° pilastro: scene dal Vecchio Testamento e i Profeti;
3° pilastro: scene dal Nuovo Testamento e vita di Gesù;
4° pilastro: il Giudizio Universale.
08. Le statue - Madonna col Bambino
Alla sommità dei quattro pilastri, lungo il cornicione, vi sono quattro pregevoli gruppi scultorei che rappresentano gli Evangelisti: l'Angelo (S. Matteo), il Leone (S. Marco), l'Aquila (S. Giovanni) e il Toro Alato (S. Luca). Realizzate nel 1329 sono probabilmente del Maitani. Alla sommità delle tre cuspidi mediane vi sono altre tre statue che raffigurano: S. Michele, l'Agnello di Dio e un Angelo. Nella lunetta sopra il portale maggiore si ammira il gruppo della Madonna col Bambino di Andrea Pisano dei primi anni del 1300.
09. Il rosone
La facciata è tagliata orizzontalmente da una ariosa loggetta e da cornici. Dalle basi dei quattro pilastri con i bassorilievi, si innalzano quattro slanciate guglie di marmi policromi. Al centro spicca un grande e raffinatissimo rosone realizzato dall'Orcagna.
10. I mosaici
Tutte le superfici libere da strutture architettoniche sono ricoperte da splendidi mosaici, che grazie al fondo oro, fanno risplendere la facciata come un oggetto prezioso. I mosaici hanno avuto una storia tormentata. Gran parte di essi furono staccati per essere donati al Vaticano. Quelli attuali sono rifacimenti avvenuti in epoche diverse.
11. Le porte
Aprono la facciata tre grandi ed eleganti portali che si concludono in alto ciascuno con una slanciata cuspide. Le arcate sono lavorate con fasci di colonnine ad ulteriore elemento decorativo, con effetto chiaroscurale. Le belle porte in bronzo con riquadri a bassorilievo, sono state realizzate nella seconda metà del 1900 dallo scultore Emilio Greco ed hanno sostituito le antiche e deteriorate porte in legno originarie.
12. L'interno
Colpisce innanzitutto la bicromia dei marmi. Lo spazio è solenne e grandioso, scandito dalle grosse colonne. Numerose sono le opere pittoriche e scultoree che si ammirano lungo le pareti e nelle cappelle. La pianta è basilicale con 10 cappelle adornate da slanciate finestre. Il tetto è stato completamente rifatto verso la fine del 1800.
13. L'organo
Nel duomo è sistemato uno dei più grandi organi d'Italia, con più di 5500 canne.
14. La cappella del Corporale - Reliquiario
Nel transetto sinistro si trova la cappella del Corporale, qui conservato in uno splendido reliquiario. Esso viene esposto ai fedeli e portato in processione nelle grandi festività, in particolare a Pasqua e al Corpus Domini. E' un capolavoro dell'arte orafa del 1337, a forma di trittico, misura cm 63 di larghezza per 138 di altezza.
15. I dipinti - La chiamata degli Eletti
La cappella del Corporale è stata affrescata da pittori orvietani. La cappella Nuova contiene un ciclo di affreschi del Signorelli che riprese anche lavori iniziati dal Beato Angelico.
16. Il gruppo della Pietà
E' un gruppo marmoreo dell'artista Ippolito Scalza portato a compimento nel 1579 come risulta scolpito sullo stesso marmo. Il gruppo è fortemente espressivo nei volti segnati da una profonda drammaticità.
17. Palazzo Soliano o dei Papi
Sorge a fianco del Duomo questa bella e monumentale costruzione di stile gotico della seconda metà del 1200. Oggi è sede del Museo dell'Opera del Duomo.
18. Le Necropoli
Gran parte della rupe di Orvieto è interessata dalla presenza di necropoli, testimonianze della civiltà etrusca. Le più significative sono concentrate intorno alla Necropoli del Crocifisso del Tufo. E' da notare che tutta la rupe è percorsa da cunicoli e sotterranei i più antichi risalenti all'epoca etrusca.
19. Pozzo di San Patrizio
E' la seconda attrazione di Orvieto. Fu fatto scavare da Clemente VII (Giulio de' Medici) rifugiatosi ad Orvieto nel 1527 per il saccheggio di Roma. L'opera, progettata dall'architetto Antonio da Sangallo il Giovane, doveva garantire acqua alla città anche in caso di prolungato assedio. E' a sezione circolare, profondo 62 metri e largo 13,40. Intorno alla canna del pozzo girano due scale a spirale, sovrapposte, così una serviva per scendere e l'altra per salire senza intralciarsi. Ogni scala conta 248 gradini bassi e comodi.
20. Veduta dal fondo del pozzo
Scendere in fondo al pozzo è un'esperienza particolare per il gioco di luci e ombre che variano al variare della profondità. Sul fondo un piccolo ponte collega le due scale. L'opera terminata nel 1556 fu in seguito chiamata Pozzo di San Patrizio per la somiglianza al baratro irlandese dove il Santo era solito ritirarsi in preghiera.
21. Festa della Palombella
Iniziata nel XIV sec ha luogo ogni anno alle ore 12.00 del giorno di Pentecoste sulla piazza del Duomo. Davanti alla porta centrale è posto un tabernacolo in stile gotico, con le figure di Maria e degli Apostoli e rappresenta il Cenacolo. Nella chiesa di S. Francesco, di fronte al Duomo in via Maitani, è posta un'edicola raffigurante l'Empireo. Una corda metallica collega l'Empireo al Cenacolo e allo scoccare del mezzogiorno una bianca colomba, fra scoppi di mortaretti e nuvole di fumo, scivola verso il Cenacolo dove provoca l'esplosione di altri mortaretti, mentre si accendono fiammelle sulla testa della Vergine e degli Apostoli. In seguito, per antica usanza, la colomba viene donata dal Vescovo all'ultima sposa della città.
22. Festa del Corpus Domini
Questa festa viene celebrata con particolare solennità. Fu istituita nel 1264 da papa Urbano IV in seguito al miracolo di Bolsena. Da allora il corporale viene portato in processione per le vie più importanti della città. Da alcuni anni la processione è preceduta da un importante Corteo Storico costituito da circa 300 figuranti nei loro sfarzosi costumi, stemmi e armi delle famiglie gentilizie orvietane dell'epoca comunale.
23. Festa della Vergine Assunta
La sera del 14 agosto, alla vigilia dell'Assunta antica patrona della città, si svolge una processione di antichissime origini. Risale infatti al 1338 la delibera del Consiglio Generale di portare in processione la statua della Madonna Assunta per liberare la città dall'assedio che durava da molti anni.
(in foto il Corteo Storico)
24. Attività artigianali: CERAMICA
L'origine di quest'arte in Orvieto risale al XIII sec. Lo stile di questo periodo è definito arcaico e prende ispirazione da modelli etruschi spesso integrati da influenze ispano - moresche. In seguito fu introdotta la smaltatura bianca con ossidi di stagno, che permise di far risaltare disegni e colori. Il massimo dell'espressività di quest'arte venne raggiunta nel XV sec., quando le raffigurazioni si arricchirono di numerosi nuovi elementi. Più recentemente i laboratori si sono orientati ad una produzione di tipo classico che si rifà agli antichi canoni decorativi.
25. Attività produttiva: VINO
Il vino di Orvieto, noto fin dal tempo degli etruschi, è uno dei più antichi vini italiani e garantito dal marchio D.O.C. (Denominazione di Origine Controllata). L'"Orvieto" esiste in due versioni: secco oppure abboccato, entrambe ottenute da miscele di uve. Di color bianco paglierino è gradevole e delicato, di circa 11° ed un sapore simile all'uva fresca.

 

 

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