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01. Scalinata La visione della scalinata di pietra che sale su una collina del Carso è visibile anche da lontano. La sua imponente presenza rievoca quella guerra terribile del 1915-1918 combattuta sul Carso e sull'Isonzo tra italiani e austro-ungarici. Le centomila salme che riposano nei gradoni della scalinata sono il simbolo di un grande olocausto a cui si è voluto dare un senso con un monumentale ricordo del lutto e dell'onore. |
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02. Colonna sul colle Sant'Elia La Grande Guerra ha voluto quasi nove milioni di caduti tra i soldati degli eserciti belligeranti, su cinquanta milioni di uomini mobilitati. Il Regno d'Italia, entrato nel conflitto il 23 maggio 1915 con la dichiarazione di guerra all'Austria - Ungheria, ebbe oltre 600.000 caduti, mentre l'esercito imperiale austro-ungarico, impegnato anche in Galizia e nei Balcani, subì la perdita di un milione e duecentomila soldati. Nella foto: la colonna romana proveniente dal vicino museo di Aquileia, posta nel 1954 in cima al colle S.Elia, ai caduti di tutte le guerre. |
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03. Un obice italiano Il fronte dell'Isonzo impegnò i due eserciti dall'estate del 1915 all'autunno del 1917 e comportò non meno di mezzo milione di morti fra i due eserciti. La maggior parte dei caduti trovarono precaria sepoltura in prossimità dei campi di battaglia. Molti rimasero ignoti. Fra di essi, dal cimitero di Aquileia, uno venne scelto per la cripta del Milite Ignoto del Vittoriano a Roma. Nella foto: un obice italiano davanti alla scalinata d'accesso al colle Sant'Elia, prima ubicazione del sacrario. |
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04. Scalinata del Sant'Elia Alla fine del conflitto si procedette al riordino e alla sistemazione dei tanti cimiteri di guerra. A Redipuglia fu scelto il colle Sant'Elia. Inaugurato nel 1923, l'ossario accolse 30.000 caduti, di cui solo 5860 conosciuti. Fu dedicato ai caduti della Terza Armata e nel 1931 accolse anche le spoglie mortali del suo comandante: il duca d'Aosta. Dopo il trasferimento delle salme nel sacrario attuale, il colle Sant'Elia è divenuto "Parco della Rimembranza". |
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05. Lapide commemorativa Negli anni trenta si fece sempre più vivo un progetto governativo architettonicamente all'avanguardia, classicheggiante e imperiale, per grandezza degli intenti e imponenza degli impianti, dove per espresso desiderio di Mussolini i simboli della Vittoria dovevano prevalere su quelli della Pietà. |
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06. I gradini laterali Il progetto scelto, opera dello scultore Giannino Castiglioni e dell'architetto Giovanni Greppi, proponeva la scalinata monumentale sulla collina prospiciente al Sant'Elia, su quel colle che nei primi mesi della guerra aveva costituito un approccio dell'esercito italiano verso le trincee austriache. L'inaugurazione avvenne il 18 settembre 1938. Nella foto: i gradini laterali per la salita al sacrario. |
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07. Le Arche Dopo uno slargo iniziale, parte la "Via Eroica" lastricata da 38 lapidi in bronzo con impressi i nomi delle località delle più cruente battaglie. La Via conduce all'ara di Emanuele Filiberto duca d'Aosta e comandante della Terza Armata. Si tratta di un imponente monolite in marmo rosso della Valcamonica squadrato e lavorato sul posto. Allo stesso modo accanto a lui trovano posto i sacelli dei suoi generali: Chinotto, Monti, Paolini, Prelli, Riccieri, ricavati in blocchi di granito grigio. |
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08. I gradoni Alle spalle l'imponente Scalinata composta da ventidue giganteschi gradoni incorniciati da un continuo "PRESENTE" accoglie i resti e i nomi di 40.000 caduti provenienti da vari cimiteri di guerra (da Gorizia a Monfalcone). |
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09. L'Altare Alla sommità una costruzione che dall'esterno appare come un altare gigantesco sovrastato da tre croci. |
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10. La cappella Al centro la Cappella invita ad un momento di raccoglimento. L'originale croce al soffitto prevista dal Castiglioni è stata recentemente ripristinata. |
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11. Le cripte Ai lati due imponenti cripte accolgono ciascuna 30.000 caduti ignoti. |
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12. Le salette Dal retro si accede a due salette: una di tipo museale raccoglie vari medaglieri e cimeli, l'altra è una camera ardente con i resti dei soldati provenienti dalla Russia. |
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13. L'Osservatorio delle postazioni militari Poco oltre, sulla sommità del monte, si accede ad un osservatorio sui principali luoghi del conflitto, richiamati da un bassorilievo in bronzo. La vista oggi è compromessa dal rimboschimento. |
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14. La celebrazione Il 4 novembre di ogni anno si svolge la solenne celebrazione della giornata delle Forze Armate, dedicata ai caduti di tutte le guerre. |
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15. Il cimitero Austro-Ungarico Sulla strada per Fogliano Sagrado, a un chilometro da Redipuglia, si trova il cimitero austro-ungarico in cui riposano circa 2.550 soldati noti e 12.000 ignoti. |
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16. Le tombe tedesche La vicinanza dei due sacrari è simbolo dell'affratellamento dei soldati dei due eserciti caduti sui campi di battaglia. |
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