I dati aggiornati al 2022 sugli italiani che lavorano negli Stati Uniti riportati dal portale Economy Magazine parlano di quasi 300mila connazionali iscritti all’anagrafe americana. Una fuga di cervelli che risulta però ancora più articolata e complessa da analizzare, complici i rapporti commerciali ed economici tra l’Italia e gli USA che vedono diversi professionisti effettuare trasferte brevi e temporanee.
Quando ci si muove per lavoro in questo angolo del pianeta, non diversamente da quanto avviene per i soggiorni di piacere, occorre prestare particolare attenzione per improntare un’organizzazione impeccabile. Ci sono infatti alcune cose da preventivare prima della partenza e le analizziamo in questa checklist.
Assicurazione viaggio: indispensabile quando si va negli Stati Uniti
Sottoscrivere un’assicurazione per un viaggio negli USA è fondamentale per via di una ragione molto semplice. Occorre tutelarsi in primo luogo da spese sanitarie tra le più costose al mondo e, diversamente, non soggette a copertura. Il rischio di trovarsi a spendere di tasca propria da centinaia a migliaia di euro è alquanto concreto.
Inoltre, una polizza di questo tipo tutela da situazioni ulteriori quali smarrimento del bagaglio e annullamento del viaggio. Trattandosi di trasferte lunghe e non di rado strutturate in più tappe, è un’eventualità tutt’altro che remota.
Per chi si sposta per lavoro, è possibile impostare una formula assicurativa flessibile e su misura, in grado di coniugare investimento e protezione appropriata, così da muoversi con maggiore agilità e sicurezza.
Visti lavorativi per gli USA: come funzionano
Non basta il solo passaporto in corso di validità per entrare negli USA. È necessario richiedere un visto specifico in base al tipo di mansione lavorativa che si va a svolgere, a seconda della professione e della durata della posizione. Sussistono inoltre delle differenze in base agli accordi commerciali di volta in volta stipulati.
Trattandosi di una questione articolata, consigliamo, nel dubbio, di contattare le autorità governative. Pertanto, l’ESTA, il visto turistico utilizzabile per soggiorni fino a 90 giorni, non può essere adoperato per ragioni di lavoro salvo qualora si conseguissero degli incontri di affari.
Per le trasferte di lavoro, il visto più comune è il B-1, indicato per i soggiorni brevi con durata non superiore ai 90 giorni. Non è però idoneo in caso di assunzione da parte di un’azienda statunitense.
Dotarsi di una lettera d’affari
Un accorgimento in più è quello di portare con sé, stampandola, una lettera rilasciata dalla propria azienda che illustra le ragioni ufficiali del viaggio e le modalità, da fornire alle autorità statunitensi per una maggiore trasparenza. Non è indispensabile, ma non guasta.
Spostamenti e pernottamento: meglio muoversi in anticipo
Tutto ciò che concerne spostamenti e alloggio andrebbe pianificato in anticipo così da tutelarsi da possibili imprevisti. In questo modo sarà possibile accedere alle offerte migliori in termini di prestazioni, costi ed eventuali clausole relative alle disdette.
Verificare le proprie carte
La maggior parte dei pagamenti negli USA avviene tramite carta; il contante è limitato allo stretto necessario. È quindi essenziale, anche per gli importi di entità minima, accertarsi che le proprie carte di pagamento risultino abilitate e che non vi siano blocchi che possano impedire le transazioni.
